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Taobuk 2019

Desiderare è condizione necessaria per forgiare il metallo di quel progetto insondabile che è ogni vita umana. È il movente di ogni buona o cattiva causa. Qualunque sia l'approdo delle nostre esistenze,in vetta, negli abissi, nel nulla, a spingerci è il desiderio. Dovremmo sapere quando alimentarlo o, se ne abbiamo forza e motivo, resistergli. Ma questo è molto più difficile, e già Aristotele vedeva gli effetti contraddittori di una pulsione che può elevare l'uomo ad alte mete come condurlo all'abiezione.


È tale ambivalenza a mettere il desiderio in relazione con il libero arbitrio, a richiedere scelte che hanno molto a che vedere con il conflitto tra il Bene e il Male. Fino a segnare sorti individuali e perfino collettive. Ed è la riflessione sul desiderio, come motore di ogni storia e della Storia, che scandisce la nona edizione di Taobuk, in cui ancora una volta la letteratura incontra le altre arti per tenere vivo il dialogo tra i popoli e le culture. Abbiamo insomma deciso di seguire il suggerimento di Oscar Wilde e credere ad una tentazione persino più grande, quella di tessere l’elogio del desiderio, evidenziandone diverse e inedite sfaccettature, tra le infinite che il tema suggerisce da sempre a filosofi, artisti e naturalmente letterati.
Desiderare, abbracciare un sogno, è tutt’uno con la voglia di progettare il futuro, è trovare uno scopo ed essere motivati a perseguirlo. Chi ne è capace si pone agli antipodi del nichilismo oggi dilagante, indotto in primo luogo dal consumismo, e dai suoi bisogni fittizi che azzerano i desideri.
Un antidoto è proprio la letteratura, e segnatamente la narrativa, autorevolmente definita 'macchinazione del desiderio', perché in essa prende corpo il racconto dei progetti e dei valori, positivi e negativi, che animano i personaggi. Narratori, drammaturghi, poeti, non meno dei padri della psicanalisi, ci palesano che il desiderio dialoga con l’inconscio, si fa viatico di eccelse aspirazioni o di deriva verso l’abisso, né la pulsione si esaurisce con l’appagamento, sempre pronta com’è a rinascere, identica o sotto altre forme.

Su queste considerazioni si sviluppa il programma 2019, un impegno di cui sono grata alla squadra che anima il festival. Il nostro desiderio più grande? Mantenere vivo il desiderio stesso di portare avanti un progetto che vive di confronto, cultura, bellezza. E farlo con coerenza e rigore, per affrontate in crescendo il decennale 2020 di Taobuk. Perché il desiderio è la fiamma che alimenta la fucina della vita, ma è la direzione che sappiamo imprimere a quei sogni e farci fabbri del nostro destino.

Antonella Ferrara
Presidente e direttore artistico del Festival Taobuk

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